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Prevenire la radicalizzazione dei giovani nell’Area Mediterranea 

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Si è riunita lunedì 3 aprile, presso la Sala della Lupa, la commissione Cultura dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, da me presieduta.

La riunione è stata aperta dal sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto della Vedova, e ha visto la partecipazione delle delegazioni di Algeria, Bosnia Erzegovina, Egitto, Israele, Giordania, Lettonia, Lussemburgo, Palestina, Portogallo e Turchia.

Sono intervenuti, inoltre:
Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza internazionale della Luiss e professore associato di Sociologia del terrorismo presso il Dipartimento di Scienze politiche della Luiss
Khalid Rhazzali, docente di Sociologia dei diritti umani presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Padova.

Insieme, abbiamo fatto un bilancio e possiamo dire di aver lavorato molto, in questi anni, sul tema della tutela dei beni archeologici, della co-produzione nell’ambito delle produzioni cinematografiche e artistiche, della mobilità, anche culturale, che ha trovato compiutezza nell’apertura dell’Università Euro-Mediterranea di Fes.

Abbiamo ragionato insieme sulla questione, enorme, della radicalizzazione e delle sue cause e non possiamo che partire dalla crisi delle nuove generazioni nel Mediterraneo, crisi che è mancanza di lavoro e dunque di futuro e che facilita e favorisce, di fatto, la radicalizzazione stessa.
Perciò l’Europa oggi deve domandarsi che ruolo intenda giocare nell’area mediterranea in merito al tema dell’inclusione: se intende proporre e investire in modelli di integrazione per i nuovi cittadini, perché questa è la sfida di questi tempi e noi non possiamo che raccoglierla. Investire nella cooperazione e nel dialogo tra la sponda nord e sud del Mediterraneo significa investire sulle nuove generazioni per costruire un’Europa e un mediterraneo più coeso e quindi più sicuro.

Qui, le foto dell’evento e il link per la diretta.

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