|venerdì, ottobre 20, 2017
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Cittadinanza: quel diritto negato a 800.000 italiani 

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Oggi su l’Unità c’è un mio articolo sugli “italiani senza cittadinanza”. Ad un anno dall’approvazione della riforma alla Camera chiediamo la sua approvazione in Senato.

Il 13 ottobre del 2015 è stato un giorno bello per la nostra democrazia, finalmente le istituzioni grazie alla determinazione del Partito Democratico e al dialogo positivo con i promotori della campagna “L’Italia sono anche io”, riconoscevano un pezzo d’Italia, guardavano in faccia una parte del Paese composta da ragazze e ragazzi, bambine e bambini nati e cresciuti qui, e liberati, grazie a quella legge, dal limbo del “permesso di soggiorno” nel paese dove sono nati e cresciuti.

La legge sulla cittadinanza per essere effettiva, deve incassare il voto favorevole anche del Senato. Questo deve essere il nostro impegno.

Il Senato è pronto a scrivere questo pezzo di storia, il Partito Democratico, grazie anche alla tenacia della collega Doris Lo Moro, da sempre, ha messo in cima alle sue priorità questa riforma, giudicandola non solo necessaria ma anche urgente. Sul testo della legge, però, pesano come un macigno gli oltre 7000 emendamenti promossi dalle forze politiche di opposizione, Lega Nord su tutte, oltre alla complice indifferenza del Movimento 5 Stelle”. 

Oggi pomeriggio gli italiani senza cittadinanza si ritroveranno sotto al Senato, per contarsi e per contare, e per ricordare alle istituzioni che loro esistono,  nonostante i nostri ritardi; che frequentano le nostre scuole, sono i compagni di culla e di scuola dei nostri figli. E che sono stanche di aspettare. Questi ragazzi vengono a gridarci la loro voglia di normalità, la loro impellente necessità di sentirsi parte di questo nostro Paese e la loro quotidiana fatica di sentirsi ospiti nell’unico Paese di cui si sentono cittadini. Noi saremo insieme a loro in questa battaglia di giustizia e riscatto per loro e per il futuro.

Gli italiani senza cittadinanza chiamano, Senato rispondi!

 

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