|martedì, dicembre 12, 2017
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Chi sono i minori non accompagnati 

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«Dal 1 gennaio 2016 a oggi, il 15% di tutti i migranti arrivati in Italia è rappresentato da bambini e ragazzi che viaggiano soli».

L’allarme è lanciato da Oxfam attraverso un report, pubblicato lo scorso 8 settembre, sulla realtà dei minori non accompagnati e che potete trovare qui.

È questo uno dei sotto-fenomeni più drammatici e meno conosciuti dell’immigrazione.

Si tratta, secondo la definizione offerta dalla ong britannica, di «minorenni migranti privi di assistenza o rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti: di fatto, ragazzini, a volte bambini, che compiono da soli l’estenuante viaggio che dai loro paesi di origine li porta in Italia o in altri paesi di arrivo». Sono egiziani, gambiani, albanesi, eritrei, nigeriani, somali e rappresentano «circa la metà di tutti i rifugiati a livello mondiale». La stragrande maggioranza dichiara di avere tra i 16 e i 17 anni, ma si scende fino ai 14, e nove su dieci sono maschi.

Secondo il rapporto stilato dall’ong britannica «i minori che, sopravvissuti a viaggi terribili, arrivano sulle coste siciliane, spesso si trovano in situazioni inaccettabili: disinformati sui loro diritti, oggetto di minacce e di privazioni, non supportati dai professionisti specializzati che la legge prevede, messi sulla strada appena compiono 18 anni». Durante tutto il 2015 circa 26.000 bambini non accompagnati sarebbero arrivati in Europa.

Purtroppo, di molti si perdono le tracce. Secondo quanto riportato da un articolo del Guardian di quest’anno, l’Europol stima che fino a 10.000 minorenni «potrebbero essere caduti in mano alle mafie, che li utilizzerebbero come schiavi o potrebbero essere semplicemente scomparsi…»; soltanto in Italia sono 5 mila i ragazzi di cui si sono perse le tracce, 28 al giorno. Un grido di allarme che deve scuotere l’intera Unione Europea.

Si apprende che circa il 40% dei minori non accompagnati si trova in Sicilia, e spesso essi sono ospitati da piccoli Comuni i quali non possiedono le risorse necessarie a un’adeguata accoglienza.

Oxfam ha raccolto interviste anonime, dalle quali emerge che, nei centri in cui è attivo l’approccio hotspot «i beni forniti ai migranti sono calibrati sulla brevissima accoglienza (la permanenza massima può essere indicata in 48/72 ore): un solo cambio di vestiti, un paio di ciabatte, una tessera telefonica da 5 euro. Ma per i minori che restano tre, quattro, cinque settimane bloccati in un centro, questo significa non potersi cambiare mai i vestiti, nemmeno la biancheria intima, e non poter chiamare mai la propria famiglia».

Oxfam, a conclusione del report, avanza una serie di richieste all’UE e all’Italia, tra le quali l’istituzione di un sistema nazionale di accoglienza dei minori non accompagnati, la presenza di un tutore legale, la garanzia di un’accoglienza dignitosa e rispettosa dei diritti dei ragazzi, e strumenti di lotta al traffico e allo sfruttamento degli stessi.

Sono richieste che non possono essere ignorate e che la politica ha il dovere di accogliere.

Segnalo inoltre la campagna di sensibilizzazione lanciata da Save the Children lo scorso 20 settembre: The Space Migrant.

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